Dimenticate le “parole chiave” e le decine di schede aperte sul browser. Con la nuova funzione “Shopping Research”, l’intelligenza artificiale promette di trasformare l’e-commerce in una conversazione, sfidando apertamente i giganti del tech.
La rivoluzione dello shopping online è arrivata, e non ha la forma di un carrello, ma di una chat. OpenAI ha lanciato ufficialmente “Shopping Research”, una funzionalità che segna il passaggio dall’era della ricerca a quella dell’agenzia. Se fino a ieri chiedevamo a Google “migliori aspirapolvere 2025” ricevendo in cambio una lista di link e pubblicità, oggi possiamo chiedere a ChatGPT: “Trovami l’aspirapolvere più silenzioso per un bilocale con un gatto, budget 300 euro”.
La differenza è sostanziale: l’IA non restituisce un elenco, ma una “Buyer’s Guide” (guida all’acquisto) personalizzata. Analizza recensioni, confronta specifiche tecniche e “ragiona” sui vincoli dell’utente, offrendo una selezione ristretta e argomentata di prodotti.

Un “cervello” dedicato allo shopping
A rendere possibile questo salto di qualità non è il classico ChatGPT che conosciamo, ma una variante specializzata chiamata GPT-5 mini, post-addestrata su un framework di ragionamento (“Thinking-mini”). Secondo i dati interni di OpenAI, questo modello riduce drasticamente le “allucinazioni” (errori fattuali) e raggiunge un’accuratezza del 52% su richieste complesse multi-vincolo, contro il 37% della ricerca standard.
Il sistema è progettato per leggere il web come un umano, ma alla velocità di un computer: scansiona forum, blog e siti di retail per capire non solo il prezzo, ma il sentiment reale degli utenti, filtrando le recensioni sospette.
L’arma segreta: “Instant Checkout”
Ma la vera minaccia per Amazon e Google non è (solo) la ricerca, è l’acquisto. Negli Stati Uniti, OpenAI ha già introdotto l’Instant Checkout: un pulsante “Buy” integrato direttamente nella chat. Grazie a protocolli sicuri sviluppati con Stripe e PayPal (l’Agentic Commerce Protocol), l’utente può comprare il prodotto consigliato senza mai uscire dall’app di ChatGPT, saltando login, carrelli e inserimento dati.
Per i commercianti, è un cambio di paradigma: non serve più lottare per la “prima pagina” di Google, ma strutturare i propri dati per essere “scelti” dall’agente IA. Le partnership con Shopify e Salesforce permettono già a milioni di brand di esporre il proprio inventario a questo nuovo canale di vendita “Zero-Click”.
Cosa cambia per l’Italia e il “Made in Italy”
Sebbene la funzione di pagamento diretto arriverà in Europa solo prossimamente per via delle normative GDPR , l’impatto per il mercato italiano è già rilevante. Per le nostre PMI e per i brand del lusso o dell’artigianato, l’IA rappresenta un’opportunità unica.
A differenza dei motori di ricerca tradizionali che premiano chi spende di più in pubblicità o chi usa le keyword più popolari, ChatGPT premia la ricchezza semantica. Un prodotto di nicchia italiano, ben descritto e con una storia forte, ha più probabilità di essere raccomandato da un’IA che cerca “qualità” e “contesto” rispetto a un algoritmo che cerca solo parole chiave.
Siamo di fronte all’alba del Commercio Agentico: un futuro prossimo in cui non saremo più noi a navigare tra i negozi, ma invieremo i nostri assistenti digitali a farlo per noi. E in questo nuovo mercato, vincerà chi saprà farsi “capire” meglio dalle macchine.





