Quella andata in scena ieri davanti al Congresso non è stata una semplice audizione di routine. Michelle Bowman, Vicepresidente della Federal Reserve, ha tracciato la linea di demarcazione definitiva tra la passata amministrazione e il nuovo corso finanziario americano. Supportata dal recente rapporto repubblicano “Operation Chokepoint 2.0”, la Fed ha annunciato un ritorno al pragmatismo: meno politica nella vigilanza, più attenzione alla competitività nazionale e una revisione radicale degli accordi internazionali sul capitale.
Ecco i tre pilastri della nuova “Dottrina Bowman” che cambieranno la finanza globale.
1. Meno vigilanza, più pragmatismo nelle Banche
Il punto di rottura più evidente è l’abolizione formale del “rischio reputazionale” dagli strumenti di vigilanza. Per anni, questo concetto è stato utilizzato dai regolatori (secondo le accuse del rapporto “Chokepoint 2.0”) per fare pressione sulle banche affinché chiudessero i conti a settori politicamente sgraditi, come le criptovalute o l’industria delle armi. Bowman è stata chiara: i supervisori devono concentrarsi solo sui “rischi finanziari materiali” (solvibilità, liquidità) e non possono più dettare quali clienti legali una banca possa servire. È la fine del de-banking ideologico.

2. Basilea III: L’America va per la sua strada
Sul fronte dei requisiti di capitale, gli Stati Uniti si preparano a una grande divergenza rispetto all’Europa. Bowman ha respinto l’approccio “top-down” che mirava ad aumentare genericamente il capitale delle banche. Al suo posto, ha introdotto una calibrazione “bottom-up”: ogni regola sarà riesaminata e, se i dati lo giustificano, i requisiti di capitale potrebbero addirittura scendere. Alla domanda se la Fed si impegnerà a mantenere la “neutralità del capitale”, Bowman ha risposto negativamente: non ci sono “nozioni preconcette”, segnalando che la priorità è ora la crescita economica e il supporto al mercato dei mutui, non l’accumulo di riserve.
3. Cripto e Banche: L’abbraccio del GENIUS Act
Mentre l’Europa regola, l’America integra. Bowman ha confermato che la Fed lavorerà per implementare rapidamente il GENIUS Act, la legge che legalizza e regola le stablecoin. L’obiettivo è permettere alle banche tradizionali di competere ad armi pari con le fintech, offrendo servizi di custodia e pagamenti blockchain, e trasformando gli asset digitali da minaccia sistemica a motore di efficienza per il sistema bancario.
L’Impatto sui Mercati: Wall Street festeggia, l’Europa trema
La reazione dei mercati finanziari alla testimonianza è stata immediata e bidirezionale, delineando quello che gli analisti chiamano il “trade della divergenza”.
- Banche USA: Il settore bancario americano ha reagito con euforia. La prospettiva di non dover accantonare miliardi in capitale extra (come previsto dalla versione originale di Basilea III) e la rimozione dei vincoli “reputazionali” liberano risorse enormi per buyback azionari e dividendi. Gli investitori vedono un settore più libero di assumere rischi e di finanziare l’economia reale .
- Il dilemma europeo: Per le banche europee, la giornata di ieri rappresenta uno scenario da incubo competitivo. L’UE ha già implementato gran parte delle rigide regole di Basilea III (CRR3) a partire da gennaio 2025. Se gli USA alleggeriscono le proprie regole, le banche di Wall Street avranno un vantaggio strutturale di costo rispetto ai rivali di Francoforte e Parigi. I mercati stanno già prezzando questo svantaggio, penalizzando i titoli bancari europei rispetto ai competitor americani che godono di un framework “pro-business”.
- Crypto & Treasury: Il combinato disposto di regole più lasche sul leverage ratio (SLR) e l’apertura alle stablecoin promette di aumentare la liquidità sia nel mercato dei Treasury USA che in quello degli asset digitali, rafforzando il ruolo del dollaro come valuta di riserva anche nell’era digitale.





