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Tether divora tonnellate di oro, ora ne detiene più di Australia e Corea del Sud

Nov 30, 2025 | Finanza

Se il prezzo dell’oro ha toccato vette storiche nel 2025, la colpa, o il merito, non è solo delle tensioni geopolitiche o delle banche centrali. C’è un nuovo gigante al tavolo delle riserve mondiali: Tether.

Secondo un’indagine del Financial Times, basata sui dati della banca d’investimento Jefferies, la società che emette USDT (la stablecoin più usata al mondo) si è trasformata in una “banca centrale 2.0”. Nel solo terzo trimestre del 2025, Tether ha acquistato 26 tonnellate di oro fisico, una quantità superiore a quella comprata nello stesso periodo da nazioni sovrane come la Polonia o il Kazakistan.  

Più Oro di Stati Sovrani

I numeri, confermati anche dalle analisi di Sissi Bellomo su Il Sole 24 Ore, delineano un quadro impressionante. Tether detiene oggi 116 tonnellate d’oro, per un controvalore di quasi 13 miliardi di dollari.

Per dare un’idea della proporzione: se Tether fosse uno Stato, le sue riserve auree supererebbero quelle di economie avanzate come la Corea del Sud, l’Ungheria o l’Australia. L’indagine rivela che la società guidata da Paolo Ardoino ha assorbito circa il 2% della domanda globale di oro nel trimestre, agendo come un vero e proprio market mover capace di influenzare i prezzi globali.  

La Strategia: Usare i profitti per Proteggersi dal Dollaro

La mossa di Tether è paradossale ma brillante. La società genera profitti record (oltre 10 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2025) grazie agli interessi sui titoli di stato USA che detiene a garanzia di USDT. Tuttavia, invece di tenere questi utili in valuta fiat, li converte sistematicamente in oro e Bitcoin.  

L’obiettivo? Creare un cuscinetto di “Excess Reserves” (riserve in eccesso) che renda la stablecoin resistente anche a eventuali crolli del dollaro o crisi sistemiche. Non si tratta solo di comprare lingotti: Tether ha investito oltre 300 milioni di dollari per acquisire quote di controllo nella filiera mineraria (come la società di royalties Elemental Altus) e ha assunto ex trader di punta di HSBC per gestire internamente la compravendita dei metalli.  

Le Spine: S&P e Regolatori USA

Non tutti festeggiano questa egemonia. L’agenzia di rating S&P Global ha recentemente declassato Tether a un livello “debole”, avvertendo che riempire il bilancio di asset volatili come oro e Bitcoin potrebbe mettere a rischio la liquidità immediata necessaria a rimborsare gli utenti in caso di panico. Inoltre, la nuova legge statunitense GENIUS Act impedisce alle stablecoin regolate di usare l’oro come riserva, costringendo Tether a creare prodotti separati per il mercato USA.  

Nonostante le critiche, il segnale è chiaro: nel 2025, la linea di confine tra una banca centrale nazionale e una società crypto privata è stata cancellata da 116 tonnellate di oro.

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