Dimenticate la prudenza e i timori di recessione. J.P. Morgan, una delle voci più autorevoli e storicamente caute di Wall Street, ha appena ribaltato il tavolo delle previsioni finanziarie. In un report strategico che segna un netto cambio di rotta, il team guidato da Dubravko Lakos-Bujas ha fissato il nuovo target per l’indice S&P 500 a 7.500 punti per la fine del 2026.
Non si tratta solo di ottimismo, ma di una visione strutturale: la banca prevede che l’eccezionalismo americano e la rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale guideranno i mercati verso guadagni a doppia cifra, con uno scenario “bullish” (rialzista) che potrebbe addirittura sfondare quota 8.000 se la Federal Reserve dovesse tagliare i tassi più aggressivamente del previsto.
Il Motore del Rialzo: FOBO e il Superciclo dell’IA
Al centro di questa tesi non c’è la semplice speculazione, ma una dinamica aziendale profonda che gli analisti hanno battezzato FOBO (Fear of Becoming Obsolete, la paura di diventare obsoleti). Secondo J.P. Morgan, le aziende di tutto il mondo, dai giganti tech alle industrie tradizionali, sono costrette a investire massicciamente in tecnologia e infrastrutture IA per non perdere competitività.
Questo “superciclo” di investimenti crea un pavimento solido per gli utili aziendali, che la banca prevede cresceranno del 13-15% annuo per il prossimo biennio. A differenza della bolla dot-com del 2000, oggi questi investimenti sono sostenuti da aziende “cash-rich”, ovvero ricche di liquidità e con margini di profitto record, rendendo le valutazioni elevate (circa 23 volte gli utili) giustificabili in un contesto di crescita superiore alla media.
L’Economia a forma di “K”: Chi vince e chi perde
Tuttavia, il quadro dipinto non è roseo per tutti. J.P. Morgan descrive l’attuale contesto come un’economia “a forma di K”, profondamente polarizzata.
- Il lato ascendente: Le grandi corporazioni, i detentori di asset finanziari e i consumatori ad alto reddito beneficiano dell’effetto ricchezza e dell’innovazione tecnologica.
- Il lato discendente: I consumatori di fascia bassa e le piccole imprese sono schiacciati da un costo della vita strutturalmente più alto e da tassi d’interesse che, pur in calo, rimangono onerosi.
Questa divergenza è cruciale per la strategia d’investimento: la banca consiglia di puntare sui settori che servono il “braccio forte” dell’economia, evitando quelli esposti alla debolezza dei consumi di massa.

La Strategia per il 2026: Dove investire?
Sulla base di queste analisi, l’outlook di J.P. Morgan suggerisce un’allocazione del portafoglio chirurgica:
- Sovrappesare Tecnologia e Finanza: Le Big Tech rimangono imprescindibili, ma anche le banche sono viste con favore grazie a utili resilienti e alla prospettiva di una deregolamentazione sotto la nuova amministrazione USA.
- Sottopesare Beni di Consumo ed Energia: I settori legati ai consumi di base (Consumer Staples) e l’energia tradizionale sono considerati vulnerabili a causa della debolezza del consumatore medio e dei prezzi del petrolio previsti in calo.
- Il “One Big Beautiful Bill”: Gli analisti si aspettano anche un impulso fiscale all’inizio del 2026 (soprannominato ironicamente “One Big Beautiful Bill”), che potrebbe portare rimborsi fiscali e sostenere ulteriormente la spesa dei ceti medio-alti.
Conclusione
La scommessa di J.P. Morgan è chiara: gli Stati Uniti rimarranno il motore della crescita globale. Nonostante i rischi legati all’inflazione o a tensioni geopolitiche, la combinazione di innovazione tecnologica e stimoli fiscali è vista come una forza sufficiente a spingere Wall Street verso nuovi massimi storici. Per gli investitori, il messaggio è di restare esposti al rischio, ma con una selezione rigorosa: cavalcare l’onda dell’IA e della ricchezza finanziaria, evitando le secche dell’economia reale più in difficoltà.





