24 Novembre 2025 – Quello che doveva essere un ultimatum di “capitolazione” si è trasformato, nel giro di 48 ore, in un negoziato frenetico. Tra ieri e oggi, Ginevra è diventata il centro nevralgico della diplomazia globale, producendo un’accelerazione inattesa verso una tregua nel conflitto Russia-Ucraina. Ecco i punti fondamentali emersi tra il 23 e il 24 novembre.
1. Il Pivot di Ginevra: Dal Piano “Leak” al “Quadro Raffinato”
Fino a sabato mattina, il mondo discuteva di una bozza statunitense trapelata (il “piano in 28 punti”) giudicata disastrosa per Kiev. Tuttavia, dopo intensi colloqui a Ginevra conclusisi domenica sera tra il Segretario di Stato USA Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff e il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak, le parti hanno annunciato un “quadro di pace aggiornato e raffinato”.
Questo nuovo documento sembra aver assorbito la controproposta europea (E3) presentata d’urgenza da Francia, Germania e Regno Unito. Le differenze chiave che sembrano essere state integrate per salvare la sovranità ucraina includono:
- Forze Armate: L’Europa ha proposto un limite di 800.000 soldati per l’Ucraina, contro i 600.000 del piano originale USA, per garantire una deterrenza credibile.
- Territorio: Mentre il piano USA originale richiedeva il ritiro ucraino dal Donbas non ancora occupato, il nuovo approccio europeo insiste sul congelamento lungo l’attuale linea di contatto, evitando a Kiev l’umiliazione di cedere città che ancora controlla.
- Beni Congelati: L’Europa spinge affinché i beni russi siano usati esclusivamente per la ricostruzione ucraina, rifiutando la clausola americana che prevedeva profitti per investitori USA.
La Casa Bianca ha definito i colloqui “altamente produttivi”, e la delegazione ucraina ha confermato che il nuovo testo riflette meglio gli interessi nazionali.

2. La Mossa di Erdoğan
Parallelamente, il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha riaperto il canale diretto con Mosca. In una telefonata avvenuta oggi, 24 novembre, Erdoğan e Putin hanno discusso la riattivazione dell’Iniziativa per il Grano del Mar Nero come “percorso verso la pace”. Il Cremlino ha confermato che la discussione ha toccato anche la de-escalation del conflitto, segnalando che la Turchia si sta posizionando come garante logistico di un potenziale cessate il fuoco.
3. I Mercati Prezzano la Pace (e il Rischio)
La reazione finanziaria a queste notizie è stata immediata e violenta, con gli investitori che scommettono sulla fine delle ostilità e la revoca delle sanzioni.
- Crollo dell’Energia: Il petrolio WTI è scivolato oggi a circa $57,72 al barile, toccando i minimi di un mese. Il mercato teme un surplus di offerta se il petrolio russo dovesse tornare liberamente sui mercati globali. Ancor più drastico il calo del Gas Naturale Europeo (TTF), che è sceso sotto i €30/MWh, il livello più basso da 18 mesi, scommettendo sulla sicurezza delle forniture invernali.
- Grano: I futures sul grano sono scesi (circa 522 USd/Bu), anticipando il successo della mediazione di Erdoğan per sbloccare l’export ucraino e russo.
- Titoli della Difesa: In controtendenza, i titoli del settore difesa europeo (come Rheinmetall e Leonardo) hanno registrato perdite oggi. La prospettiva di un cessate il fuoco riduce le aspettative di nuovi, massicci contratti di riarmo d’emergenza.
Conclusione
Mentre ci avviciniamo alla scadenza del Ringraziamento imposta dall’amministrazione Trump,(secondo gli ultimi aggiornamenti dovrebbe essere rinviata di 7 giorni) lo scenario è mutato: non più un’imposizione unilaterale, ma una complessa trattativa a tre (USA, Ucraina, Europa) supportata dalla sponda turca. I mercati hanno già votato: per loro, la guerra sta finendo. Resta da vedere se la politica confermerà questa scommessa nelle prossime 72 ore.





